Ambulanti abusivi. Ininfluente l’ordinanza del Sindaco. Realizzare e approvare il piano per il commercio su aree pubbliche.

Creato Lunedì, 06 Maggio 2013 Scritto da G. Felice

Inspiegabili ed immotivate le reazioni all’ordinanza di divieto di svolgere il commercio su aree pubbliche in alcune strade. Intanto si tratta di un’ordinanza che estende divieti già esistenti.

I divieti adottati devono essere giustificati da problemi di ordine pubblico, igiene traffico. Questi divieti servono e eliminare il commercio itinerante, per chi, come nel caso in questione opera a “posto fisso” occorre un’ulteriore autorizzazione e quindi i

l divieto c’era già.

Non è comprensibile il nesso tra l’ordinanza è la situazione che riguarda gli “ambulanti” abusivi che svolgono illegittimamente la loro attività perché sprovvisti dell’autorizzazione necessaria per il tipo di attività che svolgono. Non è vero che sono “in regola” perché l’autorizzazione di cui sono possessori li abilita ad un altro tipo di attività.

L’amministrazione comunale, su questo tema, non sta riaffermando i principi di legittimità muovendosi oin maniera confusa e contraddittoria. Non combatte l’abusivismo ai limiti dei mercati settimanali, inventa soluzioni fantasiose per regolarizzare gli abusivi di Ballarò, adesso potrà inventare una soluzione quali i mercati etnici a chissà cosa  con criteri che non rispondono ai dettati normativi vigenti.

Parliamo della stessa amministrazione che dà i cinque giorni di chiusura ai pubblici esercizi che occupano abusivamente il suolo pubblico, che non è in grado di applicare le stesse sanzioni per gli ambulanti che compiono le stesse inflazioni e che dovrebbero essere sanzionati allo stesso modo e che invece intende sanare chi compie lo stesso reato.

È giunto il momento di realizzare il Piano per il commercio su aree pubbliche previsto dalla norma attraverso un confronto che serva a stabilire quali sono le prospettive per il commercio su aree pubbliche in città, quali dimensioni e luoghi, quali possibili innovazioni e non inseguire le emergenze o le segnalazioni episodiche fatte da cittadini, magari mettendo da parte le segnalazioni e le richieste di intervento delle categorie di settore.

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