Trasferimenti Mercati. Liberimpresa chiede incontro al Comune.

Creato Venerdì, 28 Marzo 2014 Scritto da G. Felice

Le vicende legate ai trasferimenti dei mercatini settimanali sono diventate un fatto di cronaca cittadina che alimentano un dibattito surreale tra favorevoli e contrari ma che non vede la partecipazione dei soggetti interessati quali le associazioni di categoria.

 

Un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria realmente rappresentative avrebbe permesso di evitare il pasticcio di Viale Francia dove, ad arte, sono amplificate le proteste ed esigenze dei cittadini di serie A, i residenti in via dei Nebrodi e trascurate quelle dei cittadini di serie B, i residenti di via

Montecarlo e, per la parte che ci compete più da vicino, le reali esigenze degli operatori commerciali e dei cittadini consumatori.

 

Nelle emittenti televisive e nei giornali, periodicamente e con insistenza si parla dei trasferimenti dei mercatini della Zisa, di Borgo Nuove, di viale Campania, di Viale Francia e di Via Galilei, si sono perse le tracce dei trasferimenti avviati e non definiti dei mercati di Brancaccio e di Via Brunelleschi, senza che, in questo quadro ci sia il coinvolgimento delle associazioni di categoria.

 

L’amministrazione, legittimamente può fare a meno del confronto sociale, può scegliere di favorire una categoria di cittadini e rispetto ad altri, può decidere di penalizzare una categoria, ma non può sperare che tale comportamento non comporti conseguenze e proteste altrettanto legittime, e lasciatemelo dire supportati da argomenti più validi e logici, da parte dei soggetti interessati.

 

Noi abbiamo l’interesse di favorire il rilancio di un comparto commerciale come quello del settore del commercio su aree pubbliche che può fornire un servizio sociale ed economico alternativo al sistema della grande distribuzione e a favore della cittadinanza con particolare riferimento, per ragioni diverse, a quella più anziana e meno agiata.

 

È acclarato che la sopravvivenza di questa forma commerciale passa anche attraverso un patto di convivenza tra residenti e operatori commerciali, da un patto tacito o esplicito che comporti il rispetto delle civili regole di convivenza, ma ciò può avvenire solo se l’amministrazione condivide il concetto di realtà economica e sociale dei mercatini settimanali e non li considera un “fastidio” da sopportare, è necessario che la stessa assuma un ruolo super parties nel rapporto operatori commerciali cittadini, tenendo nella giusta considerazione oltre che le volontà dei cittadini residenti la più numerosa platea di cittadini consumatori e fruitori del mercato, che faccia tutto quello che è nelle sue possibilità per fare in modo che nei mercatini stessi operino esclusivamente gli aventi diritto perché cosi facendo si limiterebbero moltissimo i disagi dei cittadini residenti.

 

Mi permetto di ricordare alla SS.LL che la categoria ha emanato da tempo lo  “stato d’agitazione” che porta alla protesta settimanale nel mercato di Viale Francia e che, viste le notizie di stampa rischia di ingenerare forme di protesta più ampie in quanto è messo in discussione il diritto al lavoro degli operatori interessati privati di tutte le certezze di cui una attività imprenditoriale necessita.

Share