Chiusura Bar Mazzara è solo a causa della crisi?

Creato Mercoledì, 02 Aprile 2014 Scritto da G. Felice

La chiusura del Bar Mazzara rappresenta l'ultima chiusura di una lunga sequenza di bar storici di cui Palermo adesso è praticamente priva. Fare riferimento alla crisi, che indubbiamente ha il suo peso, potrebbe essere fuorviante e non portarci a valutare fino in fondo la reale situazione e non proporre una analisi seria di un problema che si protrae anche da prima della crisi.

La moria di bar storici infatti è iniziata da prima che la crisi economica si manifestasse nella sua gravità.

A mio avviso si dovrebbero analizzare gli effetti della liberalizzazione del settore avvenuta nel 1991 e capire quanto

questa sia influito. Rispetto ad un mercato che ha visto indubbiamente incrementare la spesa dei pasti fuori casa, s'è registrata una apertura incontrollata di locali che ha assottigliato notevolmente le quote di mercato per singola attività. Sarebbe interessante fare un raffronto tra il numero di occupati nel settore al momento dell'entrata in vigore della norma e quello attuale.

 Le novità legislative che consentono a tutte le attività di generi alimentari, dal supermercato, all'ipermercato all'interno dei centri commerciali, ai panifici e perfino alle poche rimaste piccole salumerie di quartiere,di trasformarsi in attività gastronomiche che drenano considerevoli quote di mercato dei pubblici esercizi spesso con costi di gestione e modalità operative che mettono fuori causa le attività di somministrazione regolate da norme stringenti e modalità operative di servizio dispendiose.

Non bisogna sottovalutare la pressione fiscale e, apro una parentesi, il costo del lavoro. Nei locali storici, larga parte del personale ha una anzianità di lavoro superiore ai tre anni per cui non gode di alcun beneficio, ciò inserisce l'ennesimo handicap competitivo nei confronti delle altre attività che spesso reggono esclusivamente perché a conduzione familiare.

Da tempo si aspetta una legge di riordino del settore, ma quale filosofia conterrà? è evidente che dai contenuti dell'insieme delle norme dipende il tipo di sviluppo delle attività imprenditoriali, un insieme di leggi che non sgravi le tasse, che non favorisca sia l'inserimento nel mondo del lavoro, ma anche il mantenimento delle forze di lavoro attuali, indirizzi programmatici che, pur senza entrare in conflitto con i dettati normativi europei, non miri ad una programmazione o almeno a una differenziazione delle tipologie d'attività, non consentirà la permanenza in vità non solo delle insegne storiche, ma di nessuna attività strutturata. 

Oggi alla ribalta delle cronache c'è la chiusura del bar Mazzara, ma se ci guardiamo intorno soffrono tutte le aziende e in particole modo quelle più strutturate che fino a quando potuto hanno lavorato in termini di riorganizzazione ma oramai da tempo sono state costrette prima a licenziare e poi a chiudere.

Auspichiamo che riforma del lavoro, diminuzione della pressione fiscale e una nuova legge di settore, che non può essere il pastone senza anima che propone la regione, siano finalizzate a un reale sostegno alle imprese e foriere di un rilancio dell'economia reale.

 

 

 

Share